Casi e approfondimenti di malasanità

Omessa diagnosi di infezione ospedaliera: risarcimento da malasanità

Risarcimento infezione ospedaliera

Avvocato Gabriele ChiariniAmmonta ad Euro 815.000,00 il risarcimento complessivamente liquidato ai parenti – assistiti dall'Avv. Gabriele Chiarini – di un uomo deceduto a causa di infezione ospedaliera non tempestivamente diagnosticata.

 

Il caso di malasanità

In particolare, è stato dimostrato che i sanitari della Struttura Ospedaliera interessata, durante il ricovero del Paziente, non avevano elaborato la diagnosi, neppure presunta, di “Endocardite infettiva” o di sepsi, che era l’unica evidenza del momento.

 

L'accertamento della responsabilità sanitaria

Risultavano infatti presenti i pochi elementi necessari e sufficienti a sospettarla:

  1. il dato anamnestico di un intervento cardiochirurgico con utilizzo di materiale protesico;
  2. la sintomatologia febbrile, con neutrofilia ed i caratteri clinici di febbre settica;
  3. la microebolia polmonare.

La diagnosi, dunque, poteva e doveva essere facilmente ipotizzata e sicuramente confermata, coinvolgendo sanitari specialisti in malattie infettive e cardiochirurgiche – ancorché non presenti nel Nosocomio – per instaurare, subito, adeguate procedure diagnostiche e terapeutiche di sorveglianza, onde prevenire ragionevolmente ogni altra possibile complicanza.

In quel momento della storia clinica del Paziente, avvenne il ritardo diagnostico e il ritardo terapeutico che si sarebbero rivelati fatali.

Dal ritardo diagnostico e terapeutico di più di due mesi, infatti, derivarono tutte le complicanze che colpirono successivamente il Paziente fino al decesso.

Complicanze tutte riferibili alla “storia naturale della Endocardite Infettiva”, ovvero:

  1. la febbre settica;
  2. la microembolia polmonare;
  3. l’anemia;
  4. il leack periprotesico;
  5. l’ascesso periprotesico;
  6. le vegetazioni a livello degli apparati valvolari;
  7. la necessità del nuovo intervento chirurgico;
  8. il decesso.